Produzione industriale: nautica e cantieristica tra i comparti più dinamici dell’industria italiana
La costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive si colloca al quarto posto nella graduatoria elaborata dal Centro Studi CIPNES Gallura sui dati ISTAT relativi a gennaio-agosto 2026. Seguono la costruzione navale, sesta, e la riparazione e manutenzione di navi e imbarcazioni, undicesima. Tre attività della filiera figurano quindi nelle prime undici posizioni.
Nel dettaglio:
- 4° posto – Costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive: indice medio 135,1.
- 6° posto – Costruzione di navi e strutture galleggianti: indice medio 133,0.
- 11° posto – Riparazione e manutenzione di navi e imbarcazioni: indice medio 122,0.
Indici medi gennaio-agosto 2026, base di riferimento 2021=100. Fonte: elaborazione Centro Studi CIPNES Gallura su dati ISTAT.
Come leggere gli indici
L’indicatore ISTAT descrive l’evoluzione del volume della produzione rispetto al livello medio del 2021, posto pari a 100. La graduatoria permette dunque di confrontare il posizionamento delle attività rispetto alla propria base di riferimento: non misura le dimensioni economiche assolute dei comparti né costituisce una classifica per fatturato.
Analogamente, un indice di 135,1 non equivale a una crescita del 35,1% rispetto al 2025. Le variazioni annuali richiedono il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente. Gli indici grezzi, inoltre, risentono della stagionalità e del calendario: per valutare l’andamento congiunturale occorrono le serie opportunamente corrette.
Il confronto con l’industria italiana
I risultati della filiera si inseriscono in un contesto nazionale più debole. Nel comunicato sulla produzione industriale di agosto, pubblicato il 9 ottobre 2026, ISTAT rileva una diminuzione destagionalizzata dell’1,3% rispetto a luglio e dell’1,1% nella media giugno-agosto rispetto al trimestre precedente. Su base annua, al netto degli effetti di calendario, il dato di agosto resta invariato.
La fabbricazione dei mezzi di trasporto registra invece un +8,2% nei primi otto mesi rispetto al 2025. La variazione riguarda l’intero aggregato, che comprende anche automotive, aerospazio e ferroviario, e non va attribuita alla sola nautica.
Una prospettiva per la filiera sarda
Il quadro interessa direttamente la Gallura: nel distretto produttivo CIPNES di Olbia operano circa 90 imprese nautiche, mentre UniOlbia sostiene i percorsi universitari in Ingegneria navale e Tecnologie Industriali Elettriche e Aeronautiche.
Per il territorio, monitorare questi settori significa disporre di elementi utili per collegare investimenti, specializzazioni produttive e formazione. Costruzione, manutenzione e servizi tecnici rappresentano ambiti complementari sui quali consolidare la filiera regionale e sviluppare il rapporto con i mercati internazionali.
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