Nautica e Blue Economy, Gallura e Salerno progettano una collaborazione stabile
Rafforzare l’industria nautica, sviluppare servizi per i grandi yacht e collegare infrastrutture, ricerca e formazione: sono le direttrici del confronto avviato tra Gallura e Salerno al forum «Dialogo tra le sponde del Tirreno – Blue Economy, Turismo e Competenze», promosso dal Consorzio ASI Salerno e dal CIPNES Gallura il 16 ottobre 2026, nella Camera di Commercio di Salerno.
L’incontro ha riunito istituzioni, università e imprese di Sardegna e Campania, delineando un percorso di cooperazione tra territori accomunati dalla vocazione marittima e dall’attrattività internazionale della Costa Smeralda e della Costiera Amalfitana. La prospettiva è formalizzare un accordo entro novembre e proseguire il confronto in Gallura nella primavera del 2027.
L’iniziativa rientra nel Piano regionale di internazionalizzazione dell’industria nautica della Sardegna, finanziato dalla Regione e attuato dal CIPNES Gallura per sostenere l’export, attrarre investimenti e consolidare le filiere della produzione, del refitting e dei servizi avanzati. Il dialogo con Salerno amplia questo percorso, individuando possibili sinergie industriali, logistiche e scientifiche.
Dai flussi dei superyacht allo sviluppo della filiera
Il potenziale della Gallura emerge dai dati illustrati da Aldo Carta, direttore generale del CIPNES Gallura e presidente di UniOlbia. Lo studio del Centro Studi CIPNES Gallura-UniOlbia, realizzato con la Direzione Marittima del Nord Sardegna, ha rilevato 3.176 superyacht unici superiori ai 24 metri tra giugno e agosto 2026, con una crescita del 9,97% sul 2025.
Una presenza che, secondo Carta, deve tradursi in una domanda intercettata dalle imprese locali: costruzione navale, manutenzione, refitting, componentistica e servizi tecnologici. La sfida consiste nel trasformare l’attrattività turistica in capacità produttiva, attraverso infrastrutture adeguate e professionalità in grado di accompagnare gli investimenti.
Il distretto nautico di Olbia sta già evolvendo da un sistema prevalentemente artigianale verso aziende più strutturate, dotate di uffici di ricerca e sviluppo e di rapporti con gli atenei. Per consolidare questa trasformazione, la disponibilità di competenze tecniche e operative diventa un fattore decisivo anche nelle scelte degli investitori esteri.
Sul tema dell’occupazione si è soffermato Livio Fideli, presidente del CIPNES Gallura, presente insieme al vicepresidente Antonio Loriga. Fideli ha citato il caso di un cantiere di Olbia che prevede 110 assunzioni nei prossimi due anni, evidenziando le difficoltà nel reperire ingegneri, tecnici e manager.
La collaborazione tra imprese, istituzioni e sistema formativo è quindi essenziale per rispondere alla domanda di personale e favorire una maggiore continuità delle attività. L’obiettivo indicato dal presidente è consentire ai cantieri di lavorare a pieno regime durante tutto l’anno, riducendo la dipendenza dalla stagione turistica.
Porti e refitting, trattenere sul territorio il valore della nautica
Il rapporto tra presenze estive e servizi industriali è stato ripreso da Domenico Bagalà, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna. Molti grandi yacht che frequentano l’isola si spostano successivamente in altri Paesi del Mediterraneo per gli interventi di refitting: una quota della ricchezza generata dalla nautica viene così assorbita da filiere estere.
La cooperazione con la Campania potrebbe contribuire a sviluppare infrastrutture complementari, servizi portuali coordinati e standard operativi condivisi. Bagalà ha inoltre richiamato gli svantaggi logistici dell’insularità e gli effetti del sistema europeo ETS sui trasporti marittimi, chiedendo risposte specifiche per Sardegna, Corsica e Baleari.
Tra le prospettive di innovazione è stato ricordato il progetto sul biometanolo per l’industria nautica, promosso dal CIPNES Gallura con il Politecnico di Milano. Un ambito che collega la competitività dei servizi alla ricerca di nuove soluzioni energetiche.
Il contributo occupazionale delle infrastrutture turistiche è stato illustrato da Agostino Gallozzi, presidente di Marina d’Arechi: il porto salernitano sostiene circa 570 occupati diretti e indiretti, mostrando la capacità della portualità di alimentare attività e servizi lungo l’intera filiera.
Investimenti e formazione, le priorità della Sardegna
Giuseppe Meloni, vicepresidente della Regione Sardegna e assessore della Programmazione e del Bilancio, ha confermato la disponibilità a ospitare in Gallura la prossima tappa del forum, sostenendo una cooperazione capace di dare continuità agli investimenti oltre i singoli mandati amministrativi.
Tra le scelte regionali ha ricordato il finanziamento della formazione universitaria a Olbia con un orizzonte di quindici anni, finalizzato a consolidare la presenza degli atenei e le competenze richieste dalle industrie nautica e aeronautica.
Sul versante produttivo, Meloni ha richiamato una programmazione superiore all’85% delle risorse FESR, su una dotazione di oltre 1,5 miliardi di euro. Tra gli strumenti illustrati figurano i contratti di investimento da 3 a 25 milioni di euro, con contributi a fondo perduto fino al 50% per le piccole imprese, al 40% per le medie e al 30% per le grandi, secondo le condizioni delle singole misure.
Il vicepresidente ha anche evidenziato l’interesse delle aziende per gli incentivi all’innovazione e alla nautica. Il rafforzamento delle relazioni tra istituzioni, università e consorzi può contribuire a compensare criticità strutturali come il costo dell’energia e dei trasporti, migliorando l’offerta industriale e la capacità di attrarre capitali.
Un’intesa per dare seguito al confronto
Ad aprire i lavori, Antonio Visconti, presidente del Consorzio ASI Salerno, ha indicato nell’economia del mare, nel turismo e nelle attività industriali i principali terreni di collaborazione tra i due territori.
La proposta di un accordo entro novembre è stata sostenuta da Settimo Nizzi, sindaco di Olbia e presidente della Provincia Nord Est Sardegna-Gallura, che ha suggerito un nuovo appuntamento a Olbia tra la fine di aprile e l’inizio di maggio 2027.
Nizzi ha legato il percorso alla necessità di modernizzare le infrastrutture, attrarre investimenti internazionali e rafforzare la formazione. L’evoluzione della cantieristica, con l’impiego crescente di robot, macchine a controllo numerico e software avanzati, richiede infatti nuove professionalità. Lo sviluppo industriale deve offrire ai giovani prospettive lavorative stabili e la possibilità di costruire il proprio futuro nel territorio.
Nelle conclusioni, Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno ed ex presidente della Regione Campania, ha rilanciato l’ipotesi operativa dell’intesa, sottolineando il ruolo della manifattura e della certezza dei tempi amministrativi nell’attrazione degli investimenti.
Dalla cantieristica alla ricerca avanzata
Per De Luca, l’economia del mare comprende un sistema produttivo che va oltre l’accoglienza: costruzione di navi e sommergibili, droni marini e infrastrutture per le telecomunicazioni. Il riferimento a Prysmian a Pozzuoli ha evidenziato le competenze campane nel settore dei cavi sottomarini.
Il sindaco ha presentato anche il progetto di riqualificazione di circa sette chilometri del litorale orientale di Salerno, con almeno 15 nuovi hotel, un boulevard e un distretto turistico integrato. Le procedure della Zona Economica Speciale dovrebbero favorire tempi autorizzativi certi; De Luca ha inoltre sostenuto la necessità di incentivi fiscali competitivi per il Mezzogiorno.
Un ulteriore ambito di cooperazione riguarda la Quantum Valley campana, sostenuta da un investimento programmato di circa 100 milioni di euro per infrastrutture di calcolo quantistico nell’area dell’Università di Salerno. De Luca ha espresso la disponibilità a mettere le future capacità tecnologiche al servizio anche degli atenei e delle imprese sarde interessati alla ricerca avanzata.
Aeroporti, esperienze già condivise tra Olbia e Salerno
Il confronto ha fatto emergere collaborazioni già operative nell’aviazione. Roberto Barbieri, amministratore delegato di Gesac, ha spiegato che il terminal per i jet privati di Salerno è stato sviluppato prendendo a riferimento Eccelsa Aviation, attiva all’aeroporto di Olbia.
Il rapporto potrebbe evolvere anche verso forme di integrazione societaria, qualora si presentassero condizioni di reciproca convenienza. Lo sviluppo dello scalo campano richiede parallelamente collegamenti internazionali, promozione turistica, un’offerta alberghiera qualificata e connessioni ferroviarie.
Silvio Pippobello, amministratore delegato di Geasar, ha illustrato i benefici dello scambio in entrambe le direzioni. Il confronto con Napoli, che gestisce circa 12 milioni di passeggeri annui contro i 4,6 milioni di Olbia, ha contribuito a rivedere il progetto di ampliamento del terminal gallurese, ottimizzando spazi e investimenti.
Olbia trasferisce invece a Salerno l’esperienza maturata nell’aviazione privata internazionale. Ulteriori connessioni industriali riguardano la manutenzione aeronautica, attraverso le attività di Atitech negli aeroporti campani e a Olbia.
Università e imprese per un’economia del mare più competitiva
La formazione rappresenta un asse comune delle prospettive illustrate. Francesco Mola, rettore dell’Università di Cagliari, ha ricordato che il corso triennale in Ingegneria Navale a Olbia nasce dal confronto con le imprese nautiche. Per l’anno accademico 2027-2028 è prevista una laurea magistrale internazionale in inglese, sviluppata con l’Università Federico II di Napoli.
A questo percorso si affianca il corso professionalizzante in Tecnologie Industriali Elettriche e Aeronautiche, legato anche alla manutenzione degli aeromobili. Virgilio D’Antonio, rettore dell’Università di Salerno, ha ribadito la disponibilità a progettare la formazione insieme alle aziende, collegando ricerca, specializzazione e opportunità occupazionali.
La dimensione economica del settore è stata richiamata da Andrea Prete, presidente nazionale di Unioncamere: secondo i dati presentati, la Blue Economy genera in Italia circa 80 miliardi di euro di valore aggiunto diretto, oltre 300 miliardi includendo gli effetti sull’intera economia, e più di 1,1 milioni di occupati. Il Mezzogiorno contribuisce per il 34% al valore aggiunto nazionale del comparto.
Maurizio De Pascale, presidente di Unioncamere Sardegna e Confindustria Sardegna, ha sottolineato il ruolo dei consorzi industriali nel coordinare infrastrutture, imprese e politiche territoriali, affinché la nautica garantisca investimenti e lavoro continuativo.
Il deputato Piero De Luca ha infine proposto una «ZES Blu», con semplificazioni e agevolazioni fiscali per cantieristica e nautica da diporto, insieme al potenziamento degli ITS dell’economia del mare. Nella provincia di Salerno, secondo i dati citati, la filiera coinvolge oltre 8.000 imprese e circa 25.000 occupati.
La prospettiva delineata dal forum è costruire progetti comuni che colleghino la domanda internazionale della nautica alle capacità produttive dei territori. L’eventuale accordo e il prossimo incontro in Gallura potranno dare seguito operativo a questo percorso, con investimenti, innovazione e occupazione qualificata come obiettivi condivisi.
Articoli Correlati
21 Ottobre 2026
Yacht Interior Summit 2027: design e refit, prospettive per la filiera nautica sarda
L’evoluzione degli interni di yacht e superyacht coinvolge una filiera che unisce progettazione,…
9 Ottobre 2026
Riva Residenze, Giuseppina Arena porta il linguaggio dello yacht design nell’abitare
MONACO – Fuori, il Monaco Yacht Show era nel pieno della sua attività; all’interno della Riva…
9 Ottobre 2026
Baglietto, dal T60 nasce il T62 predisposto per il sistema ad idrogeno verde denominato BZero. Deprati: il prossimo passo è un 75 metri
L'evoluzione del T60, il più grande yacht mai varato da Baglietto dal 1854, è già nei…


